L’anno 2024 segna un punto di svolta per il settore automobilistico europeo. Le novità non si limitano più ai lanci di modelli: un insieme di regolamenti adottati o entrati in vigore ridefinisce ciò che un veicolo deve includere, come viene prodotto e cosa diventa una volta fuori uso.
Normativa Euro 7: cosa cambia il nuovo quadro sulle emissioni
Il quadro Euro 7 è stato adottato nel 2024 e sposta l’asticella rispetto alle normative precedenti. La regolamentazione non si concentra più solo sui gas di scarico. Integra le emissioni fuori scarico (freni, pneumatici) e impone requisiti di sostenibilità sul ciclo di vita, comprese le batterie dei veicoli elettrici e ibridi.
Per i costruttori, questo approccio implica ripensare la catena del valore sin dalla progettazione. Un veicolo conforme Euro 7 deve dimostrare che i suoi componenti, in particolare la batteria, mantengono le loro prestazioni per un periodo molto più lungo rispetto al passato.
Gli automobilisti non vedranno cambiamenti immediati al volante. Tuttavia, i modelli commercializzati a partire dall’entrata in vigore completa dovranno mostrare nuove garanzie tecniche, il che potrebbe tradursi in aggiustamenti di prezzo su alcuni segmenti. Diverse analisi pubblicate su sito scoopify dedicato all’auto dettagliano l’impatto di queste normative sul mercato francese.

Circularità dei veicoli: il regolamento europeo che ridefinisce la fine vita automobilistica
L’Unione Europea ha adottato un nuovo regolamento sulla circularità dei veicoli, destinato a sostituire e modernizzare il quadro esistente sui veicoli fuori uso. Questo testo va oltre il semplice riciclo post-distruzione.
Tre assi strutturano questa regolamentazione:
- Obblighi di progettazione che facilitano il disassemblaggio e il riutilizzo dei pezzi, imposti sin dal reparto di progettazione del costruttore.
- Introduzione di un passaporto digitale del veicolo, che garantisce la tracciabilità completa dei materiali utilizzati durante tutto il ciclo di vita.
- Requisiti di contenuto riciclato, obbligando i costruttori a integrare una proporzione definita di materiali riciclati nei nuovi modelli, con una responsabilità ampliata dei produttori.
Questo passaporto digitale rappresenta una rottura. Ogni veicolo avrà una scheda di identità che dettaglia la provenienza dei suoi componenti. Per le filiere di riciclo, questa tracciabilità permetterà di estrarre e valorizzare i materiali con una precisione senza precedenti.
Il tema automobilistico si sposta così dalla sola innovazione di prodotto alla gestione delle risorse. Un costruttore che non può documentare la composizione dei suoi veicoli perderà l’accesso al mercato europeo.
Sicurezza a bordo obbligatoria: ADAS e monitoraggio del conducente
La regolamentazione GSR2 (General Safety Regulation 2) impone progressivamente nuovi sistemi di assistenza alla guida su tutti i veicoli nuovi venduti in Europa. Tra i dispositivi interessati: frenata automatica d’emergenza con rilevamento dei pedoni, controllo della distrazione del conducente e monitoraggio della pressione dei pneumatici di nuova generazione.
La fase successiva, attesa per metà 2026, aggiungerà il monitoraggio attivo dell’attenzione del conducente (ADDW, Advanced Driver Distraction Warning) e una frenata autonoma ampliata. Questi sistemi utilizzano telecamere interne per rilevare la sonnolenza o la distrazione e intervenire se il conducente non reagisce.
Cosa cambia per gli automobilisti
L’acquisto di un veicolo nuovo nel 2024-2025 include già diversi di questi equipaggiamenti. Gli ADAS non sono più un’opzione ma un prerequisito normativo. Sul mercato dell’usato, il divario di dotazione tra un modello recente e un modello precedente a questa regolamentazione si allargherà, il che potrebbe influenzare la svalutazione dei veicoli più vecchi.

Mercato dei veicoli elettrici in Europa: un calo che sfuma il racconto
Mentre il discorso dominante presenta l’elettrificazione come una progressione lineare, il mercato europeo del veicolo elettrico ha subito un calo nel 2024 in un contesto di mercato globale relativamente stabile. Questo rallentamento mette in luce forti disparità nazionali.
Diversi fattori spiegano questa infrazione:
- La riduzione o la soppressione di alcuni aiuti all’acquisto in mercati chiave come la Germania.
- Prezzi di listino ancora elevati nei segmenti più popolari tra i consumatori.
- Un’offerta di modelli accessibili che rimane insufficiente rispetto alla domanda delle famiglie con budget limitato.
I costruttori che avevano puntato su un rapido innalzamento della gamma si trovano di fronte a un mercato che richiede veicoli elettrici accessibili. Tesla, Renault e i marchi cinesi stanno adeguando le loro strategie, ma la transizione richiede più tempo del previsto nel segmento dei prezzi medi.
Ibridi: un’alternativa che guadagna terreno
Di fronte a questo rallentamento dell’elettrico puro, le motorizzazioni ibride e ibride ricaricabili catturano una quota crescente delle vendite. Per automobilisti che non hanno un facile accesso alla ricarica o il cui budget non consente un veicolo 100% elettrico, l’ibrido rappresenta un compromesso funzionale.
Il quadro Euro 7 si applica anche agli ibridi, il che spinge i costruttori a migliorare la sostenibilità della parte elettrica di queste motorizzazioni. L’ibrido nel 2024 non è più una soluzione temporanea ma una categoria a sé stante nelle gamme dei marchi francesi ed europei.
L’automobile nel 2024 si legge attraverso le sue normative tanto quanto attraverso i suoi modelli. Il passaporto digitale, Euro 7 e gli ADAS obbligatori delineano un veicolo progettato per durare, tracciabile dalla sua produzione alla sua demolizione, e dotato di sistemi di sicurezza che non dipendono più dalla scelta dell’acquirente.



